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GLI STILISTI ITALIANI Gianfranco Ferrè era definito l’architetto della moda, per la laurea conseguita in architettura, ma anche per il carattere forte, rigoroso ed essenziale delle sue creazioni. Nel 1978, alla sua prima sfilata, la camicia bianca conquistò tutti: sofisticata e femminile, diventa strumento di seduzione. Ferrè, ammirato per la cura maniacale dei particolari, diresse dal 1989 al 1997 la maison Dior. Dominatore indiscusso del “prèt-a-porter d’alta moda” è Giorgio Armani. Come Chanel e Dior, Armani sa interpretare il suo tempo: le prospettive, i bisogni, le incertezze di uomini e donne che hanno successo, ma non vogliono veder inaridire fascino ed eleganza. Il capo simbolo della sua concezione è la giacca. La tradizionale giacca maschile viene destrutturata, semplificata e liberata da imbottiture ed impunture. Diventa la “divisa” di uomini che vogliono sentire il loro corpo più libero e di donne che si arricchiscono di autorevolezza, senza rinunciare alla propria femminilità. Valentino Garavani, per tutti Valentino, ha sin da bambino un’idea molto chiara dell’eleganza ed un colore preferito: Il rosso, da sempre il suo colore distintivo. Dopo un periodo a Parigi, apre il suo primo negozio a Roma nel 1957 e da allora è ai vertici mondiali dell’alta moda e del prèt-a-porter. Gianni Versace esordisce nel 1978 e diviene immediatamente famoso per gli esperimenti con rifiniture e tessuti stravaganti: maglia metallica, cinture e catene, il simbolo della Medusa, gioielli e pelli finte. Fa della comunicazione uno dei suoi punti di forza: costruisce un’immagine aggressiva, al limite del cattivo gusto. Per primo esalta la bellezza delle indossatrici che, grazie a lui, si trasformano in top model. Gianni Versace venne assassinato sulla soglia della sua casa di Miami nel 1997. Da allora la sua opera è stata proseguita dalla sorella Donatella. Prada è l’ambasciatrice mondiale del minimalismo. Linee semplicissime, materiali corposi. Solo colori naturali: beige, marrone, bianco e nero. E’ uno stile intellettuale, contemporaneo, per persone determinate ed intraprendenti. Krizia, al secolo Mariuccia Mandelli, veste con il suo tratto netto e preciso una donna libera e spregiudicata, che non teme le sperimentazioni. La sua grande passione è la maglieria, nella quale ricerca costantemente fogge, punti e lavorazioni inusuali. Degne di nota le decorazioni con gli animali, gli accostamenti tra tessuti dalle caratteristiche tattili contrastanti e le sperimentazioni con gli animali. Laura Biagiotti punta sulla femminilità e sul romanticismo, specializzandosi nel prèt-a-porter di lusso, nel cachemere, con il quale sperimenta soluzioni innovative e raffinate. Prima italiana ad aprire una boutique in Cina, negli anni si è distinta per il suo mecenatismo e la sua passione per l’arte. Romeo Gigli, nell’era della donna grintosa, riscopre una figura femminile delicata e poetica, dal corpo esile e quasi fragile, dagli abiti leggeri, aerei, trasparenti. La sensibilità intimista di Gigli si nutre della vasta cultura e delle suggestioni tratte dalle lunghe permanenze in Oriente. Nicola Trussardi parte dalla fabbrica di guanti di famiglia per creare un prèt-a-porter moderno e dinamico, in cui i capi e gli accessori in pregiatissima pelle hanno sempre un ruolo centrale. Abilissimo manager, organizza le sue sfilate negli spazi pubblici di Milano ed è tra i primi a cogliere le potenzialità della griffe. Dopo la prematura scomparsa in un incidente d’auto nel 1997, i figli ne continuano l’opera. Il gruppo che si distingue dalla doppia F nel logo, guidato dalle cinque sorelle Fendi, è un marchio storico della pellicceria e della pelletteria italiana. Con la collaborazione di Karl Lagerfeld, la pelliccia abbandona l’immagine consueta di oggetto lussuoso ed impegnativo e si sdrammatizza con tagli agili e leggeri e l’uso di materiali alternativi. La fiorentina Gucci è stata fondata nel 1921 e sin dagli anni cinquanta è stata leader nella pelletteria e degli accessori di lusso, trovando un notevole riscontro specie negli Stati Uniti. Dal 1995 il nuovo responsabile creativo, lo stilista americano Tom Ford, ridisegna l’identità della maison proponendo un sapiente connubio di tradizione ed innovazione. Dolce & Gabbana esordiscono clamorosamente nel 1985 con una donna “mediterranea”: nero funereo dei veli e dei foulard di pizzo, rosario al collo abbinati a guepière, reggiseno e sottovesti a vista. Per gli uomini, canottiere bianche e coppola. E’ una moda sensuale e pudica al tempo stesso che conquista i giovani e molti personaggi dello spettacolo. Roberto Cavalli si impone per il suo stile aggressivo ed eccentrico, diretto ad una donna che vuole abbandonare ogni leziosismo per riscoprire il proprio animo trasgressivo. Franco Moschino, scomparso prematuramente, in pochi anni di attività ha lasciato un segno indelebile nella moda italiana. Iconoclasta e dissacrante nelle sue creazioni, nelle sfilate, nelle pubblicità ironizza sui riti e sui miti del fashion system: i tailleur tipo Chanel con girandole al posto dei bottoni, l’abito con il prezzo ricamato, la maglietta “Moschifo”… I coniugi Ottavio e Rosita Missoni hanno rivoluzionato la maglieria donandole creatività ed un inconfondibile senso del colore: righe, patchwork, motivi etnici, disegni astratti. Un caso a parte è rappresentato da Benetton. L’Azienda, specializzata in maglieria e moda giovane a prezzi accessibili, è una delle realtà economiche italiane più importanti, con una gigantesca rete produttiva e settemila negozi esclusivi in tutto il mondo e più di quattrocento milioni di euro l’anno di fatturato. Caratteri distintivi: la miriade di colori su tutti i capi (lo slogan è United Colors of Benetton) e la comunicazione innovativa e pervasiva che ha fatto di un marchio quasi una filosofia di vita, frutto di un duraturo sodalizio, interrottosi nel 1999, con il fotografo Oliviero Toscani.
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Agenzia di moda a Milano
Da sempre ai vertici della qualità nell’haute couture, con grande espansione del prèt-à-porter , negli anni ottanta la moda italiana si è imposta in tutto il mondo e Milano ne è diventata la capitale. Alle ben note qualità, quali la maestria tecnica, la cura per i dettagli e l’eccellenza dei materiali e alla forza di una tradizione famigliare e artigianale, gli stilisti italiani uniscono spiccate doti manageriali ed un proficuo rapporto di scambio reciproco con la società, della quale sanno interpretare fashion tendenze e gusti. Nelle proprie sfilate mostrano un abbigliamento sempre all’avanguardia in sintonia non solo con il passare del tempo, ma anche con l’evoluzione dei costumi.
Proprio per soddisfare le esigenze del mercato, gli stilisti iniziano ad avvalersi di modelle non più viste come semplici manichini, ma quali reali interpreti delle proprie creazioni. Le indossatrici iniziano a professionalizzarsi collaborando con prestigiose Agenzie di moda, che fungano da intermediari con le ditte di abbigliamento. Compito, infatti, di un’Agenzia di moda seria è di selezionare e promuovere ai propri Clienti modelle, modelli, fotomodelle e fotomodelli che possano rispecchiare la personalità degli stilisti non solo per la moda italiana, ma anche internazionale. Agenzia di moda a Milano |


Obiettivo dell'agenzia Mode Models, dopo un'accurata e severa selezione, è di promuovere, mediante una innovativa opera di management....